Parto in acqua: chi può farlo e i vantaggi/controindicazioni che comporta
Parto in acqua

Parto in acqua: chi può farlo e a cosa vai incontro

Benvenuta e sì, sì può partorire in acqua.

Ma in acqua dove, in che modo, c’è da fidarsi?

Respira.

Iniziamo dalle basi.

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Cos’è il parto in acqua?

Il parto in acqua è una procedura che permette alla neomamma di passare travaglio e fase espulsiva del neonato immersa in una vasca piena d’acqua a temperatura controllata.

Le ostetriche eseguono i controlli direttamente in acqua, immergendo le braccia riparate da guanti lunghi fino al gomito.

Come si partorisce in acqua

Puoi trovare ospedali attrezzati che ti offrono la possibilità di affrontare il travaglio dentro delle vasche in vetroresina per il parto (dimensioni standard: 2 x 1,5 metri). L'acqua ha una profondità di 80 centimetri, per garantire, durante l’espulsione del bimbo, una buona spinta verso l'alto.

L’acqua della vasca è pulita?

Per quanto possibile sì, perché nonostante la fuoriuscita di sangue e  liquido amniotico (ma possono capitare anche feci e urina), la vasca è provvista di un dispositivo di ricambio dell’acqua, così da tenerla pulita e garantire l’igiene necessaria alla nascita del tuo piccolino.

Condizioni per poter fare un parto in acqua

Hai una gravidanza fisiologica, cioè che procede naturalmente, e il  travaglio è ben avviato? Non dovrebbero esserci particolari problemi nel partorire in acqua.

Più nel dettaglio i requisiti per provare il parto in acqua sono:

  • Gravidanza singola
  • Ospedale dotato di una vasca per il parto in acqua
  • Assenza di patologie specifiche, infezioni cutanee o febbre
  • Liquido amniotico chiaro
  • Tracciato cardiotografico regolare
  • Ginecologo e ostetriche concordi con la tua decisione
  • Il tuo cucciolo si presenta in posizione cefalica
  • La gravidanza è a termine, quindi sei già arrivata oltre la 37settimana
  • Assenza di malattie contagiose (si deve tutelare anche la salute dell’equipe medica)

Se rientri in queste casistiche e sei ben disposta, perché non provare?

Pro e contro del parto in acqua

I benefici del parto in acqua

In questa mia seconda gravidanza, ora che si sta avvicinando la data del parto, mi è capitato di fare un pensierino sul parto in acqua (purtroppo però al Sant’Orsola di Bologna non lo fanno).

D’altronde i benefici sembrano essere innumerevoli in confronto a un parto classico.

Ecco una bella lista di vantaggi del parto in acqua:

  1. Il calore dell’acqua stimola la produzione di endorfine.
    Il tuo corpo percepisce una sensazione di benessere e riesci a rilassarti molto di più tra una contrazione e l’altra.
    Abbassando la percezione del dolore diminuisce, di conseguenza, la richiesta di analgesia epidurale.
  1. Riduce la secrezione di adrenalina.
    Ormone un po’ antipatico perché legato al dolore e allo stress.
    Se è ad alti livelli irrigidisce il collo dell’utero e aumenta la durata del travaglio.
    Il tepore dell’acqua ti aiuta a contrastare questo fenomeno: distende la muscolatura e dona maggiore elasticità al perineo e al collo dell’utero.
    Meno sei stanca e stressata e meno durerà il tuo travaglio.
    Altro benefit? Riduce il rischio di episiotomia.
  1. Facilita la respirazione profonda.
    Se sei asmatica è perfetto perché l’umidità crea un habitat particolare e ti rende più semplice fare dei respiri ampi.
    Come avrai imparato al corso preparto, la respirazione ti aiuta a entrare in uno stato di calma utile per gestire il dolore delle contrazioni.
  1. Dona sollievo alla zona lombare.
    In acqua il peso del pancione non viene percepito e ti senti leggera.
    Il tuo mal di schiena da gravidanza ti ringrazierà.
  1. Puoi stare in posizione seduta ed eretta durante il travaglio e le spinte.
    L'acqua sostiene il tuo peso e consente di muovere il corpo in maniera più agile.

Controindicazioni del parto in acqua

Non ci sono effetti negativi particolari riscontrati nel partorire in acqua, se non quelli possibili anche nel travaglio di parto sul lettino.

Chiaramente, alla prima avvisaglia di malessere della futura mamma o di sofferenza del piccolino è meglio abbandonare questa tecnica.

Come sai siamo tutte diverse ed è difficile prevedere le possibili reazioni che potremmo avere, soprattutto in un momento così delicato come quello del parto.

La regola fondamentale è che tu ti senta a tuo agio e abbia tutti gli strumenti per poter stare il più tranquilla possibile.

Ecco perché è meglio affrontare il parto in acqua in ospedale, piuttosto che a casa, così da poter essere subito trasferita in un reparto adeguato in caso di complicazioni.

Il neonato rischia di annegare?

Assolutamente no, il tuo cucciolino è dotato di un forte spirito di sopravvivenza.

Il “riflesso di apnea” (diving reflex) è un sistema di autoprotezione che inibisce la respirazione quando l’acqua entra in contatto con il viso.

Così piccoli e già dei guerrieri!

Ti dirò di più, il passaggio dal liquido amniotico all’acqua consente al piccolo di abituarsi gradualmente al mondo esterno.

Chiaramente il momento dell'espulsione è quello più delicato, perché comunque il piccolo non può stare in immersione per molto tempo.

Il parto in acqua ha dei costi?

Grande notizia: il parto in acqua è completamente gratuito.

È un servizio passato dal sistema sanitario nazionale. 

Devi solo capire se la struttura ospedaliera dove hai deciso di partorire è attrezzata per farlo.

Negli ultimi anni stanno aumentando di numero, anche grazie alle associazioni che tutelano le madri che desiderano partorire in acqua.


E tu? Cosa ne pensi? Hai una tua storia da raccontare?
Condividila nei commenti!


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Sull’autore Sara Biancalana

Mamma appassionata e prima tester di Pancina in gravidanza. Perché per la mia pelle voglio il meglio.

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