Il secondamento: l'espulsione della placenta

Il secondamento, ovvero l’espulsione della placenta

Finalmente il tuo bimbo è nato ed è bello spaparanzato su di te. 🙂

Sei lì che ti godi il momento, ma dopo 5 - 10 minuti senti ripartire le contrazioni.  

Credevi di aver finito? E invece no mia cara, manca ancora l'ultimissima fase del parto: il secondamento.

Che cos'è il secondamento? Ti starai chiedendo.

Il secondamento consiste nell'eliminazione della placenta. Ti tocca un ultimo sforzo insomma.

Prima di proseguire dedico un inciso anche alla placenta, di cui avrai tanto sentito parlare in questi mesi. Se lo merita, ora ti spiego perché.

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Le preziose funzioni della placenta

La placenta è un organo temporaneo che consente, durante la gestazione, lo scambio tra mamma e bimbo dei gas respiratori, dei nutrienti e  delle immunoglobuline.

Funge da barriera contro eventuali microorganismi, proteine o corpi estranei che vorrebbero andare a far visita al feto.

Dulcis in fundo ha anche funzioni endocrine. Produce, infatti, diversi ormoni. In modo particolare la BHCG (gonadotropina corionica), meglio conosciuta come l'ormone della gravidanza.

Ricapitolando, la placenta "ha la funzione di ossigenare, nutrire, difendere e disintossicare l'organismo durante lo sviluppo prenatale".

Piccola curiosità: lo sapevi che deriva dalla parola latina "placenta", che significa "focaccia"? Buffo, vero?

Dopo questa doverosa parentesi torniamo al secondamento.

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Sei pronta a prenderti cura della tua pelle e a difenderla dalle smagliature?

Il secondamento: l'espulsione della placenta

Dicevamo che senti tornare delle contrazioni. Questa volta sono poco intense, stai tranquilla!

Con un'ultima spinta dovresti riuscire a espellere la placenta e gli "annessi coriali" (o spieghiamo cosa sono o link).

Se non dovessi riuscirci da sola l'ostetrica potrebbe aiutarti facendo dei massaggi o delle spremiture dell'utero.

Ma no dai, non immaginarti delle scene da film apocalittici.

Ricordati che in questo momento sei assieme al tuo piccolino 🙂

Un segreto: farlo attaccare subito al seno può aiutarti nell'espulsione della placenta.

è o non è il miglior alleato del mondo?

Finalmente la placenta è fuoriuscita, l'ostetrica controllerà lo stato del materiale per assicurarsi che non sia rimasto nulla all'interno dell'utero.

Effettuerà un prelievo di sangue dal cordone per due motivi: definire il gruppo sanguigno del bimbo e indagare alcuni valori che indicano il suo benessere.

Meglio non lasciare niente al caso in questi momenti, giusto?

Controllo del perineo

Dopo l'espulsione della placenta si passa alla verifica del tuo perineo. Se ci sono eventuali lacerazioni procederà con la sutura.

Sì sì, c'è l'anestesia locale a non farti sentire dolore 😉

A proposito del perineo, sai che ha delle funzioni molto importanti nella vita di una donna?

Se vuoi sapere quali sono vai all'articolo "IL PERINEO, LE SUE FUNZIONI E GLI ESERCIZI PER MANTENERLO TONICO".

Adesso devi solo darti una bella sistemata.

In tuo aiuto verrà una OS che ti darà una mano a lavarti e a rivestirti.

Visto che è molto gentile ti porterà anche qualcosa da mangiare. Sluuurp... sei affamata vero?

Il tuo piccolino cosa fa nel frattempo?

Assieme al suo papà e all'ostetrica è andato a farsi il suo primo bagnetto. Piccolo batuffolo morbidoso che non è altro!

Vuole farsi bello per essere presentato al mondo!

Alcuni cuccioli nascono ancora con la vernice caseosa addosso. Sai cos'è?

è quello strato di grasso dal quale il bambino è ricoperto dentro l'utero. Serve a proteggere la sua cute delicata immersa nel liquido amniotico.

Mano a mano che ci si avvicina al parto si riassorbe e resteranno delle piccole tracce, soprattutto in alcune zone del corpo come la schiena o la testa.

Nei bimbi nati prematuri sarà presente in maggiore quantità.

Ad ogni modo, se dovesse avere della vernice caseosa addosso, l'ostetrica gli farà un bel massaggino con l'olio di mandorle per eliminarla.

Non si perde tempo quando di tratta di coccolare un neonato!

Il piccolino viene poi pesato e misurato. Fino a qui niente di fastidioso...

Adesso però l'ostetrica deve fargli due piccoli dispetti: una punturina di vitamina K, indispensabile per la coagulazione del sangue e l'istillazione di alcune gocce di collirio contro la congiuntivite.

Via via... tutto finito!

è il momento di tornare da te, dalla sua mamma 🙂

L'attaccamento al seno: finalmente!

Solitamente verrete lasciati un paio di ore in sala parto per monitorare i vostri parametri ma, soprattutto, per procedere con l'attaccamento al seno.

è questa l'immagine che mi ha aiutato a scacciare la paura del parto, quando cercava di insinuarsi nella mia testa.

Visualizzavo me, mio marito e il nostro fagottino felicemente abbracciati e, come per magia, tutto passava... 🙂

Il mio secondamento

Purtroppo il mio secondamento non è filato tutto così liscio.

Dopo un'ora di massaggio la placenta non ne ha voluto sapere di staccarsi da sola.

Quindi? 

L'equipe è passata al secondamento manuale, ovvero un'operazione che a me è stata fatta in anestesia totale (il mio travaglio è stato particolarmente lungo).

Che dire, capita molto di rado, ma non bisogna perdersi d'animo, perché poi la tua piccolina o il tuo piccolino sono lì ad aspettarti...

Sei pronta a prenderti cura della tua pelle e a difenderla dalle smagliature?

Sull’autore Sara Biancalana

Mamma appassionata e prima tester di Pancina in gravidanza. Perché per la mia pelle voglio il meglio.

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1 commento
Il mio Terzo trimestre di gravidanza: consigli per te dice 7 mesi fa

[…] durante il travaglio e il secondamento (e poi con un inizio di emorragia la prima notte in ospedale) ho perso tanto sangue e, se non […]

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